THRESHOLD/SOGLIA
ENGLISH VERSION (scroll for italian version)
Iván Navarro has created a collection of works for the 53rd Venice Biennial that draws attention to forms of social and political representation, by focusing on a whole repertoire of unfinished business that lingers in his country until today. This preoccupation serves as a common thread throughout Navarro’s work, allowing him to connect symbolically vulnerable situations with complex processes of formal invention.
For this event, Ivan Navarro has assembled his exhibition THRESHOLD in three stages:
Death Row (2006), consists of thirteen aluminum doors containing neon light, arranged in such a way that each door creates an optical illusion, giving the effect of multiple corridors through the wall.
Resistance (2009), a sculpture that is accompanied by a video, is a bicycle carrying a chair made of fluorescent tubes that are illuminated by the action of pedaling. In the video, the bicycle is seen traveling through Times Square, an area of New York City known throughout the world for its profusion of lights and giant flashing screens. The cyclist struggles with his load, his physical labor slowly bringing the chair’s lights into being against the hyper-illuminated background.

Finally, Bed (2009) is a circular sculpture fixed to the floor, where the neon word ‘BED’ is reflected infinitely in a deep well-like hole, turning into an abstract drawing as it descends into darkness.

Just as the notion of threshold symbolizes a crossing from one place to another, or one phase to another, these pieces raise the question of what lies beyond the surface and yet deny any possibility of entering the illusory interior. Navarro’s investigations hypothesize that there is always something that gets lost in the transformation of energy, and it is this idea that he strives to express visually. His materials, seemingly cold and technical, depend entirely upon electric energy, a vital element that serves as a latent metaphor for bodily fluids and the act of giving life, of ‘animating’ objects. Navarro’s objects are built according to the proportions of the human body developed by Leonardo da Vinci, that, interestingly, continue to be found in a number of industrially-produced objects, specifically the fluorescent tubes that he uses to construct his pieces.
Iván Navarro grew up in the far southern reaches of the world at the close of the 20th century - under the Pinochet dictatorship in Chile - an experience that shaped his artistic vision. He moved to New York in 1997 where he continues to develop his ideas by connecting his original artistic mission to an exploration of the language of American Minimalism, employing it but transcending it to forge a new position for himself. His work seeks to capture the paradigms of his era, with the added political quest of undermining the purity of industrial forms.
ITALIANO:
Per la 53° Biennale di Venezia, Iván Navarro ha creato un gruppo di opere che affrontano e traducono parte delle complicate questioni politiche e sociali ancora oggi irrisolte nel suo paese d’origine. Queste tematiche formano un filo comune a tutti i lavori di Navarro, permettendogli di connettere simbolicamente situazioni vulnerabili a complessi processi di invenzione formale.
“Threshold”, è il titolo scelto per questa mostra, suddivisa in tre fasi distinte, scandite a loro volta da tre interventi che affrontano, uno dietro l’altro, gli argomenti cari all’artista, uniformati da una regia particolarmente attenta alle scelte illuminotecniche.
Il primo momento è rappresentato da Death Row (2006), un lavoro composto da tredici porte in alluminio contenenti luci al neon di colori diversi. Le porte sono disposte in un modo particolare atto a creare un’illusione ottica, che produce l’effetto di corridoi multipli e profondissimi che entrano e proseguono attraverso le pareti dilatando lo spazio.
Resistance (2009), è la scultura di una sedia su ruote, realizzata con un assemblaggio d’elementi tubolari di neon. Il lavoro è accompagnato dal video di una bicicletta condotta dall’artista, alla quale si ancora la scultura della sedia, che si accende grazie all’energia che scaturisce dall’azione stessa del pedalare. Nel video, la bicicletta è vista mentre viaggia attraverso Times Square, un’area di New York nota in tutto il mondo per la profusione di luci, elettrofluorescenze e schermi luminosi giganti. Il ciclista fatica a portare il suo carico che s’illumina esclusivamente tramite la sua fatica fisica, e i neon che compongono la sedia sfrecciano come una pennellata di luce mossa, contro lo sfondo fissamente iper-illuminato.

In ultimo, Bed (2009), una scultura circolare fissata al pavimento, in cui la parola BED è illuminata al neon e riflessa all’infinito in un profondo buco, trasformandosi così in un disegno astratto.
Proprio come la nozione di soglia simbolizza l’attraversamento da un luogo ad un altro, o da una fase ad un’altra, così questi pezzi ci fanno porre la domanda di cosa possa esistere oltre la superficie ed allo stesso tempo ci negano la possibilità di poter entrare all’interno di questa illusione. Le ricerche di Navarro ipotizzano l’esistenza di qualcosa che si perde sempre nella trasformazione dell’energia, ed è proprio quest’idea che l’artista cerca di esprimere visivamente. I materiali usati da Navarro, (apparentemente freddi e molto tecnici), sono completamente dipendenti dall’energia elettrica, un elemento vitale che serve come latente metafora dei fluidi corporei e dell’atto stesso di generare vita, di “animare” gli oggetti. Gli oggetti di Navarro, infatti, son costruiti secondo le proporzioni del corpo umano sviluppato da Leonardo da Vinci, che, curiosamente, continuano a riaffiorare in un numero di oggetti industriali, in modo specifico i tubi fluorescenti che usa per costruire le sue opere.
Iván Navarro è cresciuto nel lontano sud del mondo, alla fine del XX secolo – sotto la dittatura di Pinochet in Cile – un’esperienza che ha formato la sua visione artistica. Nel 1997 si trasferisce a New York, dove continua a sviluppare le sue visioni, collegando la sua iniziale missione artistica a un’esplorazione del linguaggio del Minimalismo Americano, usandolo ed allo stesso tempo trascendendo da esso, creandosi così una nuova posizione. Con i suoi lavori cerca di catturare i paradigmi del suo tempo, con l’aggiunta di una ricerca politica che vuole indebolire la purezza della forma industriale.